sabato 7 maggio 2016

I polisolfuri per combattere gli insetti dannosi



I polisolfuri sono stati i primi prodotti insetticidi impiegati fin dall’800 per combattere le cocciniglie. Hanno anche un’azione nei confronti delle malattie fungine. Sono considerati degli insetticidi naturali e quindi ammessi in agricoltura biologica.

Sono impiegati principalmente contro le cocciniglie che attaccano le piante da frutto. Agiscono per contatto danneggiando la strutture che le protegge e il tegumento. Inoltre formano una patina asfissiante che impedisce all’insetto di respirare e alle neanidi (gli stadi giovanili) di fuoriuscire dal follicolo nel quale sono contenute. La durata dell’azione tossica per gli insetti può durare fino ad un mese.

Esistono due tipi di polisolfuri:

Polisolfuro di calcio: è costituito da una miscela di diversi solfuri di calcio e si presenta come un liquido bruno – rossastro. E’ fitotossico e viene impiegato prevalentemente in trattamenti invernali. E’ sconsigliato l’uso sul pesco, particolarmente sensibile, specialmente se dopo il trattamento si verificano degli abbassamenti di temperatura.

Polisolfuro di bario: è costituito da una miscela di diversi solfuri di bario ed è meno fitotossico del polisolfuro di calcio perché è meno basico. Viene quindi preferito per i trattamenti invernali sulle drupacee e su pesco in particolare. Sono in genere delle polveri grigio scure, ma esistono anche delle formulazioni liquide.

Insetti bersaglio



I polisolfuri vengono impiegati principalmente per contenere le cocciniglie sui fruttiferi. In particolare si sono rivelati efficaci come insetticidi naturali nei confronti della cocciniglia di San Josè (Quadraspidiotus perniciosus) e della cocciniglia bianca del pesco (Pseudaulacapsis pentagona). Inoltre sono attivi contro tripidi e cicadellidi, in particolare negli stadi giovanili. Sugli agrumi ha una certa efficacia anche nei confronti degli aleurodidi.


Insetticidi-naturali
Cocciniglia fortemente ingrandita

Modalità di impiego



I polisolfuri possono essere fitotossici in quanto hanno un pH molto basico. Vanno quindi impiegati su piante in riposo vegetativo, nel periodo invernale, per colpire gli insetti durante lo svernamento. Vengono talvolta applicati su piante in vegetazione ma solo a dosi molto ridotte.


I trattamenti devono essere effettuati in giornate non ventose, poco umide e non particolarmente fredde, cercando di bagnare molto bene tutte le parti della pianta, in particolare la chioma, comprese le parti terminali dei rametti e le fessurazioni ed anfrattuosità dei rami. Gli interventi effettuati a fine inverno, soprattutto se a dosaggi elevati possono avere un impatto negativo nei confronti di alcuni insetti e acari utili già presenti in campo. In particolare l’acaro predatore Allothrombium fuliginosum risulta molto sensibile e le popolazioni possono esserne danneggiate. Va impiegato con attenzione perché può risultare lievemente tossico ed irritante per l’uomo e gli animali domestici.