sabato 7 maggio 2016

Le proteine idrolizzate



Le proteine idrolizzate sono disponibili in commercio per essere utilizzate in agricoltura per attirare alcune specie di insetti. In particolare le femmine adulte della mosca dell’olivo (Bactrocera oleae), della mosca delle ciliegie (Ragoletis cerasi) e della mosca mediterranea della frutta (Ceratitis capitata) sono attratte dalle sostanze proteiche, fondamentali per portare a termine la maturazione delle uova.

Questi insetticidi naturali fungono quindi da esca e attirano gli insetti in una miscela velenosa grazie alla presenza di una sostanza insetticida, che in agricoltura biologica può essere rotenone o piretro.

Come usarle



Esistono due principali metodi per impiegare queste sostanze come insetticidi naturali:


Cattura massale tramite trappole


Vediamo come usarle per la cattura massale degli adulti di ditteri. Per questo scopo possono essere utilizzate delle comuni bottiglie in polietilene (ad esempio quelle per l’acqua), alle quali si può eventualmente allargare l’apertura.


Tali bottiglie devono essere riempite con mezzo litro di una soluzione al 5% di proteine idrolizzate (disponibili in commercio in diversi formulati commerciali) in acqua. Le bottiglie devono quindi essere appese alle piante ad un’altezza di circa 1,5 metri. Queste trappole attragono le femmine di ditteri, in particolare delle specie sopra citate, molto dannose in agricoltura. Gli insetti penetrano all’interno e vi rimangono invischiate, non riuscendo più ad uscire.


Per una migliore efficacia è consigliabile disporre le trappole a circa 20 metri l’una dall’altra e ripulirle dagli insetti morti e rabbocarle ogni 15 giorni. Devono essere mantenute in funzione per tutto il periodo di presenza degli insetti.


Trattamenti insetticidi


Questo metrodo, molto usato per la mosca delle olive, prevede l’abbinamento delle proteine idrolizzate con il monitoraggio tramite trappole cromotropiche gialle o a feromoni. Le trappole vanno poste in campo verso metà luglio e si effettua il monitoraggio del numero di adulti presenti. Appena si supera la soglia di intervento si iniziano i trattamenti con le esche proteiche attivate.


A questo scopo si prepara una miscela con 2 litri di esca proteica e 400 ml di rotenone (oppure 150 ml di piretro). Questa miscela va usata per i trattamenti nell’oliveto, trattando a filari alternati  o comunque distanziati tra loro di circa 20 metri. Si deve trattare prevalentemente il lato dell’albero esposto al sole. Il trattamento va ripetuto dopo 5 giorni, quindi si continuano a monitorare gli adulti tramite le trappole cromotropiche o a feromoni.


Nel caso le esche proteiche si impieghino in abbinamento ad insetticidi di sintesi a più lunga persistenza, i trattamenti possono essere distanziati a 1 ogni 15 – 30 giorni, a seconda del prodotto utilizzato.


Insetticidi-naturali
Larva di Rhagoletis cerasi in una ciliegia

Formulati commerciali



In Italia esistono diversi formulati commerciali a base di proteine idrolizzate, impiegabili in agricoltura biologica in quanto sostanze naturali. Esistono anche trappole già pronte da sistemare nel frutteto. Ricordiamo che non sono dei veri e propri insetticidi naturali, in quanto hanno unicamente una funzione attrattiva.
  • Amadene
  • Baigro
  • Cera trap
  • Dacus trap
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